Autore Topic: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI  (Letto 44060 volte)

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Offline MrSlash

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #10 il: 20 Novembre 2008, 00:23:am »
L'unica pecca reale che posso descrivere e l'aver già sentito mesi fa Better, Chinese Democracy, T.W.A.T., I.R.S. (i primi 2 singoli di lancio dell'album quindi le canzoni reputate più d'impatto per un "nuovo" pubblico). L'idea che ha sfiorato tanti di noi è che alcuni dei leaks diffusi in rete sarebbero stati differenti dalle versioni odierne che tuttavia sono state incise sul prodotto finale.
 
Reputavo già da queste traks alta la qualità dell'album e l'ascolto totale me ne ha convinto. Non voglio lanciarmi in paragoni inutili ma quantomeno nella title track concedetemelo: Chinese Democracy è figlia di Welcome to the jungle in quanto a potenza, apripista dell'album ed impatto nel sound. La perla è l'intro campionato di Pittman in perfetta simbiosi con il solo di Fink alla chitarra solista (nda in tour con i NIN attualmente, sfociato in rumors di allontanamento dai GN'R). Saggia la scelta di lanciarlo come primo singolo per avvicinarsi al nuovo pubblico.
Shackler's Revenge ha un palese senso di cupidigia coniugato nel ritornello ad un Axl piacevolmente martellante; ascoltandola sono stato assalito dall'impulso di sentirla live, nella speranza che nell'ipotetico CD tour venga inserita nella setlist.
Better come detto non presenta nulla di nuovo rispetto ai leaks sparsi per la rete: canzone con la rabbia giusta, interessante la scelta di accompagnare il ritornello con un coro (già nell'Illusion tour - vedi Pretty Tired Up - Axl aveva palesemente espresso le sue preferenze per versioni "orchestrali" o quantomeno più melodiche). Sicuramente buona ma inferiore alle predecessori.
Street Of Dreams ex-The Blues è la perla di questo album: centinai di fans e non se ne sono innamorati sin dal Rock in Rio 2001 (prima volta live). Axl si risiede al pianoforte dopo un capolavoro immortale come November Rain e scrive di solitudine, di amore e di tempi passati che mai più torneranno that are only memories. Una ballad che anche il più contrariato fans dei Guns N' Roses era 87-93 saprà riconoscere come capolavoro, accostandola senza utopia a quelle Don't Cry, November Rain e Sweet Child indelebili nella storia del rock.
E' la volta di If the word nella quale è ancora visibile l'impronta Pittmanina (archi campionati): una canzone definibile "strata" vuoi per quanto ascoltato sin ora vuoi per quello che il nome di questa band ha saputo dire in passato. Sembra una track in via sperimentale a cui manca ancora molto...dimenticatoio.
There Was A Time è il pezzo più riflessivo, la chitarra è "lunga", accompagna lunghe melodie ad un solo sicuramente d'impatto che è stato piacevolmente inserito nonostante i limiti temporali attuali delle canzoni.
Catcher In The Rye è un pezzo di cui ho potuto "studiare" i progressi che l'anno portato ad essere inciso sull'album, dalla versione primordiale a quella datata 2008. Questo è per me il pezzo che meglio racchiude Axl Rose versione 2008: musiche attentamente composte, riviste, corrette, riscritte, arrangiate per l'ennesima volta alla ricerca di una perfezione in cui tutti gli elementi (chitarra, voce, piano, coro, lyrics) sembrano quadrare. Domando scusa all'italiano ma per descriverla uso un termine non idoneo: difficile. Godiamocela perchè il seguente Scraped è il punto più basso dell'album. Ancora nel dimenticatorio dopo pochi ascolti.
Per Raid n'The Bedouins vale un po il discorso fatto per CITR. Dalla demo d'annata si è giunti ad un buon livello musicale, un pezzo senza troppe esigenze.
Sorry è la parente illegittima della prima ballad dell'album: triste e dominata nel mezzo da un solo senza particolari richieste. Pezzo no.
I.R.S. rappresenta secondo me il momento più duro dell'album: piccolo intro poi voce potente, chitarra pesante e ritornello nuovamente martellante. Live rende l'idea della forma vocale che Axl è riuscito a riacquistare dopo le deludenti tappe datate 2001-2002.
Eccoci quindi giunti al 2° capolavoro: Madagascar. Presentata già al MTV Music Awards 2002 ha entusiasmato il pubblico ed i giudizi positivi sulla stessa non si sono mai trattenuti. Chitarra ancora in perfetta sinfonia con Axl, lavoro non facile di accompagnamento anche per Mantia alla batteria e nell'intermezzo voce di M. King a far da pre-chorus. Da assaporare e riassaporare.
Il camaleonte Axl ora si riside al piano, scrivendo di questo è amore (This I Love) e chiede consiglio alla chitarra solista che lo accompagna durante le lievi note di pianoforte. A tratti dannatamente estenuante come una corsa d'estate ma...piacevole a dir poco (vedi crescendo minuto 3.40)
Prostitute è nella top tracks: a mio parere un altra canzone che potrebbe benissimo avvicinare l'orecchio "commerciale" e "non pervenuto" all'iniziativa di democrazia cinese. Ingannevole nel sapiente pianoforte e dominante nella bravura della totalità della band (gli archi, ancora il piano, la batteria che condisce il tutto, la chitarra).
 
Sicuramente un buon album, impossibile da valutare numericamente: non un qualcosa di epicale, o quantomeno un qualcosa che ne giustifichi il ritardo ma un album che va ad avallare l'ipotesi di un ottima vena compositiva di Mr Rose assaporata decenni orsono e consumata completamente nel 2008 grazie a The blues e Madagascar.
 
MrSlash

gglvlr

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #11 il: 20 Novembre 2008, 13:20:pm »
Bene eccomi quadopo 17 annia parlare del nuovo album dei nuovi Guns, Beh che volete che v dica:
Secondo me è un ottimo disco.

Le ragioni che mi portano a dare questo giudizio  sono dettate dal fatto che nel bene o nel male (questo dipende molto dai gusti personali...) in questo album c'è la tanto agognata svolta musicale motivo di tante discussioni all'interno della vecchia band,e no un'accozzaglia di pezzi mal suonati come da qualche parte si leggeva un po di tempo fa.

Per quanto riguarda le singole tracce secondo me sono tutte ampiamente sopra la sufficienza, con una menzione particolare per this i love, che è stata capacedi emozionarmi come non succedeva da anni.

Non concepisco molto If the world, ma anche negli illusion c'era my world quindi direi che puo stare, sottolneando che in confronto a my world qst è un pezzone.

Ne complesso il mio voto è un bell 8.

e con questo mio ultimo postvi saluto 





Offline adrianimal

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #12 il: 21 Novembre 2008, 15:19:pm »
ottimo lavoro
carente in ritmo alla mr brownstone
e alla you cold be mine
e poi...
....mi manca lo SLEAZE!!!

Offline phantom101

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #13 il: 21 Novembre 2008, 15:21:pm »
Chinese Democracy - 7.5 - Una splendida partenza, un urlo di Axl da brividi, e una potenza rara. Molto bella.

Shackler's Revenge - 6 - Ancora non mi ha rapito. Forse l'unica. L'assolo non è male, ma raggiunge la sufficienza. Per me è la meno bella.

Better - 8 - Potenza rara anche qui, bellissima, come la conoscevamo ma con un mix finale che la rende uno dei brani migiori dell'album.

Street of dreams - 9 - Anche questa tra le migliori, la conoscevamo come the blues e mi ha sempre fatto emozionare particolarmente. Che fascino...

If the world. 7 meno - Il mix finale me l'ha fatta apprezzare maggiormente, per me non è niente male, e rientra bene nella scaletta, anche se molti di voi non sono d'accordo.

There was a time - 8 - Intro epico, assoli brillanti ed emozionanti. Bellissima!

Catcher in the rye - 7 - Ci sta tutta. Molto orecchiabile, ti prende quasi subito, assoli bellissimi come sempre.

Scraped - Ancora presto per dare un voto. Impressione positiva.

Riad n' the bedouins - 6.5 - Non è tra le più belle ma non è male. un 6.5 ci sta tutto.

Sorry - Ancora presto per dare un voto. Impressione molto positiva.

IRS - 8.5 - E questa la conoscevamo già, ed il mix finale è grande anche qui. Stupenda IRS, una potenza rara!

Madagascar - 9 - Magnifica, epica, emozionante, da brividi. Bellissima Madagascar, che gran pezzo!

This I love - 10 - Il massimo. Stupenda, la november rain del 2008. Cantata con tutto il cuore, toccante. Grazie per questo capolavoro, Axl.

Prostitute - 7 - La conoscevamo dai Leak, bello l'intro, ottima song!

Voto finale: 8 PIENO! Il disco dell'anno, degno di chiamarsi "il nuovo lavoro dei Guns!"

Offline Checkmate

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #14 il: 21 Novembre 2008, 15:23:pm »
questa è una recensione fatta da una mia carissima amica e la posto perchè ci teneva a condividerla con voi:


Mi metto nei panni degli increduli, panni in cui, anche se per poco, mi sono calata anch’io. Impossibile credere ad un album fantasma, partorito da una mente geniale ma altrettanto contorta come quella di Axl Rose, e rimaneggiato all’infinito, anche se da grandi musicisti.
Le date, le possibili tracklists, si sono susseguite per mesi tra il popolo degli internauti, fin quando la data del 21 novembre è apparsa lapidaria e definitiva, così come i 14 titoli delle canzoni rilasciate.
Ma è inutile ripercorrere la storia travagliata dell’album più atteso degli ultimi anni, ormai è trita e ritrita, e rischia soltanto di oscurare questa meravigliosa rinascita. Axl è solo, ma è tornato in grande spolvero, già lo suggerivano le buone apparizioni del 2006, anno che lo ha visto impegnato in un tour mondiale con i suoi nuovi Guns N’ Roses.
Il motto di Axl sembra essere: perché fare, laddove si può strafare? Nessuna via di mezzo, dunque, ma soltanto un suono perfetto e adamantino, una voce possente, dolce nelle ballate e metallica nei pezzi più duri, quasi irreale, sicuramente irraggiungibile.
Scrivo, ascolto e ho brividi. Ma andiamo con ordine.

La title track, nonché primo singolo, Chinese Democracy appunto, è sbalorditiva: l’intro è misterioso, profondo, selvaggio. Shakler’s Revenge è assai coraggiosa: la più potente del disco, ma dalle sonorità piuttosto innovative. Better è una canzone per tutte le stagioni, armonicamente altalenante tra il rock, il pop e il metal. If The World parte con una meravigliosa melodia orientaleggiante: del resto particolarità come queste non stupiscono all’interno di un album assolutamente eterogeneo, nel quale Rose non si è risparmiato nessuna sperimentazione.
Un capitolo a parte meritano le ballate, Street Of Dreams, Catcher In The Rye, la floydiana Sorry, Madagascar (dove si può ascoltare la voce di Martin Luther King) e soprattutto There Was A Time, canzone che sicuramente sarà ricordata negli anni per la sua unica intensità, vocale, strumentale e simbolica. Riempie il cuore.

Axl Rose, il ridondante, l’eccessivo, quello dalle mille voci che dialogano tra loro all’interno di una stessa strofa, ha interrotto la sua vita per un decennio e poi l’ha messa dentro un disco, con tutte le passioni, le delusioni e le paure che ogni giorno costellano l’esistenza di tutti noi. Chinese Democracy è un distillato di emozioni, è come se dalla prima traccia all’ultima si possa passare da uno stato d’animo ad un altro, senza però perdere mai quella soddisfazione che l’arte in quanto tale dona sempre al cuore tormentato dell’uomo. L’opera è lo specchio del suo artista, affascinante e folle.
Ora che sono tornati i Guns N’ Roses, viene naturale chiedersi come abbiamo fatto a sopravvivere senza fino ad oggi. Chinese Democracy è davvero fuori dall’ordinario, Axl ancora una volta ha fatto quello che voleva, senza guardare in faccia nessuno, neanche il tempo. E ha fatto benissimo.


                                                                                                      Benedetta Magnaghi

Offline Makaveli

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #15 il: 21 Novembre 2008, 15:29:pm »
questa è una recensione fatta da una mia carissima amica e la posto perchè ci teneva a condividerla con voi:


Mi metto nei panni degli increduli, panni in cui, anche se per poco, mi sono calata anch’io. Impossibile credere ad un album fantasma, partorito da una mente geniale ma altrettanto contorta come quella di Axl Rose, e rimaneggiato all’infinito, anche se da grandi musicisti.
Le date, le possibili tracklists, si sono susseguite per mesi tra il popolo degli internauti, fin quando la data del 21 novembre è apparsa lapidaria e definitiva, così come i 14 titoli delle canzoni rilasciate.
Ma è inutile ripercorrere la storia travagliata dell’album più atteso degli ultimi anni, ormai è trita e ritrita, e rischia soltanto di oscurare questa meravigliosa rinascita. Axl è solo, ma è tornato in grande spolvero, già lo suggerivano le buone apparizioni del 2006, anno che lo ha visto impegnato in un tour mondiale con i suoi nuovi Guns N’ Roses.
Il motto di Axl sembra essere: perché fare, laddove si può strafare? Nessuna via di mezzo, dunque, ma soltanto un suono perfetto e adamantino, una voce possente, dolce nelle ballate e metallica nei pezzi più duri, quasi irreale, sicuramente irraggiungibile.
Scrivo, ascolto e ho brividi. Ma andiamo con ordine.

La title track, nonché primo singolo, Chinese Democracy appunto, è sbalorditiva: l’intro è misterioso, profondo, selvaggio. Shakler’s Revenge è assai coraggiosa: la più potente del disco, ma dalle sonorità piuttosto innovative. Better è una canzone per tutte le stagioni, armonicamente altalenante tra il rock, il pop e il metal. If The World parte con una meravigliosa melodia orientaleggiante: del resto particolarità come queste non stupiscono all’interno di un album assolutamente eterogeneo, nel quale Rose non si è risparmiato nessuna sperimentazione.
Un capitolo a parte meritano le ballate, Street Of Dreams, Catcher In The Rye, la floydiana Sorry, Madagascar (dove si può ascoltare la voce di Martin Luther King) e soprattutto There Was A Time, canzone che sicuramente sarà ricordata negli anni per la sua unica intensità, vocale, strumentale e simbolica. Riempie il cuore.

Axl Rose, il ridondante, l’eccessivo, quello dalle mille voci che dialogano tra loro all’interno di una stessa strofa, ha interrotto la sua vita per un decennio e poi l’ha messa dentro un disco, con tutte le passioni, le delusioni e le paure che ogni giorno costellano l’esistenza di tutti noi. Chinese Democracy è un distillato di emozioni, è come se dalla prima traccia all’ultima si possa passare da uno stato d’animo ad un altro, senza però perdere mai quella soddisfazione che l’arte in quanto tale dona sempre al cuore tormentato dell’uomo. L’opera è lo specchio del suo artista, affascinante e folle.
Ora che sono tornati i Guns N’ Roses, viene naturale chiedersi come abbiamo fatto a sopravvivere senza fino ad oggi. Chinese Democracy è davvero fuori dall’ordinario, Axl ancora una volta ha fatto quello che voleva, senza guardare in faccia nessuno, neanche il tempo. E ha fatto benissimo.


                                                                                                      Benedetta Magnaghi

ma questa nun era iscritta qui? #4

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #16 il: 21 Novembre 2008, 15:30:pm »
ma questa nun era iscritta qui? #4
si ed allora??? @314

Offline Makaveli

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #17 il: 21 Novembre 2008, 15:32:pm »
si ed allora??? @314

non la poteva postare lei? è interdetta?

Offline phantom101

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #18 il: 21 Novembre 2008, 15:35:pm »
questa è una recensione fatta da una mia carissima amica e la posto perchè ci teneva a condividerla con voi:


Mi metto nei panni degli increduli, panni in cui, anche se per poco, mi sono calata anch’io. Impossibile credere ad un album fantasma, partorito da una mente geniale ma altrettanto contorta come quella di Axl Rose, e rimaneggiato all’infinito, anche se da grandi musicisti.
Le date, le possibili tracklists, si sono susseguite per mesi tra il popolo degli internauti, fin quando la data del 21 novembre è apparsa lapidaria e definitiva, così come i 14 titoli delle canzoni rilasciate.
Ma è inutile ripercorrere la storia travagliata dell’album più atteso degli ultimi anni, ormai è trita e ritrita, e rischia soltanto di oscurare questa meravigliosa rinascita. Axl è solo, ma è tornato in grande spolvero, già lo suggerivano le buone apparizioni del 2006, anno che lo ha visto impegnato in un tour mondiale con i suoi nuovi Guns N’ Roses.
Il motto di Axl sembra essere: perché fare, laddove si può strafare? Nessuna via di mezzo, dunque, ma soltanto un suono perfetto e adamantino, una voce possente, dolce nelle ballate e metallica nei pezzi più duri, quasi irreale, sicuramente irraggiungibile.
Scrivo, ascolto e ho brividi. Ma andiamo con ordine.

La title track, nonché primo singolo, Chinese Democracy appunto, è sbalorditiva: l’intro è misterioso, profondo, selvaggio. Shakler’s Revenge è assai coraggiosa: la più potente del disco, ma dalle sonorità piuttosto innovative. Better è una canzone per tutte le stagioni, armonicamente altalenante tra il rock, il pop e il metal. If The World parte con una meravigliosa melodia orientaleggiante: del resto particolarità come queste non stupiscono all’interno di un album assolutamente eterogeneo, nel quale Rose non si è risparmiato nessuna sperimentazione.
Un capitolo a parte meritano le ballate, Street Of Dreams, Catcher In The Rye, la floydiana Sorry, Madagascar (dove si può ascoltare la voce di Martin Luther King) e soprattutto There Was A Time, canzone che sicuramente sarà ricordata negli anni per la sua unica intensità, vocale, strumentale e simbolica. Riempie il cuore.

Axl Rose, il ridondante, l’eccessivo, quello dalle mille voci che dialogano tra loro all’interno di una stessa strofa, ha interrotto la sua vita per un decennio e poi l’ha messa dentro un disco, con tutte le passioni, le delusioni e le paure che ogni giorno costellano l’esistenza di tutti noi. Chinese Democracy è un distillato di emozioni, è come se dalla prima traccia all’ultima si possa passare da uno stato d’animo ad un altro, senza però perdere mai quella soddisfazione che l’arte in quanto tale dona sempre al cuore tormentato dell’uomo. L’opera è lo specchio del suo artista, affascinante e folle.
Ora che sono tornati i Guns N’ Roses, viene naturale chiedersi come abbiamo fatto a sopravvivere senza fino ad oggi. Chinese Democracy è davvero fuori dall’ordinario, Axl ancora una volta ha fatto quello che voleva, senza guardare in faccia nessuno, neanche il tempo. E ha fatto benissimo.


                                                                                                      Benedetta Magnaghi

Ottima recensione, falle i miei complimenti. Concordo con tutto!

Offline Nadia

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Re: Chinese Democracy (ALBUM): RECENSIONI degli UTENTI
« Risposta #19 il: 21 Novembre 2008, 15:35:pm »
Stop OT